…tic tac…
Posted by Raffaeleuds on ago 6, 2010
…tic tac, tic tac, e il tempo scorre fra le mie mani…
Attimi che si inseguono, ricordi che svaniscono e tutto si perde nel marasma della mia vita.
Quante versioni di me, quanti cambiamenti, quanti chilometri e viaggi…
…e in questo primo giorno di ferie un po di malinconia penetra nella mia pelle e si impadronisce delle mie mani, così scrivo.
…il tempo che è passato, le nuove generazioni, mi sento un giovane vecchio che vorrebbe rimanere sulla cresta dell’onda dei sui anni, onda che inesorabilmente si infrange sulla scogliera fatta di responsabilità e impegni di lavoro…
…tic tac, tic tac, e il tempo mi ricorda chi sono…
Così, davanti allo specchio torno a chiedermi cosa faccio, dove andrò…
…e tutto in un attimo svanisce nei miei occhi e mi sento trasportato a mille anni luce da qui, mentre sullo sfondo un riff si impadronisce della mia anima e per qualche istante mi sento forte, indistruttibile e libero.
…e mi conforta l’idea di cosa sarei capace, mi conforta sapere che posso, e che sotto sotto, nonostante le difficoltà, non mi sono mai arreso…
…troppe volte ho pianto, troppe volte ho lasciato prendere il sopravvento alla disperazione e all’infelicità…
…Tic tac, tic tac, e non si può cancellare quello che è stato…
E tutte quelle volte che avrei voluto essere diverso, tutte quelle volte in cui non sono stato coerente, tutte quelle volte che ho dubitato di me…
…e con la stessa intensità di un pugno allo stomaco la realtà mi getta a terra, mi salta sopra e fissa i suoi occhi nei miei, non si può cambiare radicalmente quello che si è…
…quell’inquietudine mi caratterizzerà sempre. Essere in ogni istante preda, vittima e carnefice.
…Tic tac, tic tac, e infine… tic tac…
Il tempo continua a scorrere, e con esso tutte le opportunità, tutti i volti che ho visto e che svaniranno inghiottiti dal tempo, in una rubrica che piano piano dimenticherà numeri ed etichette…
…e mentre tutto scorre, rivolgo lo sguardo in avanti nella ricerca perenne della stabilità e della felicità anche se nel mio cuore…
“In my thoughts and in my dreams
They’re always in my mind
These songs of hobbits, dwarves and men
And elves
Come close your eyes
You can see them too”
(The bard’s song, Blind Guardian)
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Botte!
Posted by Raffaeleuds on mag 24, 2010
…faccio a botte con i miei sogni, con l’inferno e il paradiso, qui nei miei pensieri…
E come un pugno nello stomaco un riff di chitarra entra dalle mie orecchie ed esplode nella pancia… Mille domande come flash di astrobo, chiodi che si piantano nel mio cervello e mi fanno ricordare… Quando la vita era più semplice e i problemi erano altri. Problemi che pagherei per avere ancora e per poter vivere tutto con la spensierata leggerezza di un giovane… E i capelli testimoniano che mi sto invecchiando. Invecchio quando torno indietro con la mente e ricordo le mattine che mi svegliavo per studiare gli esami della sessione estiva…
…voglio tregua da me stesso e ballo con i fantasmi…
…e vorrei qualcuno che mi indicasse la via da seguire, ma la confusione regna sovrana mentre il traffico mi inghiotte e mi divora lentamente con le sue fauci fatte d’asfalto e corsie preferenziali…
…ma ogni tanto mi ricordo di stringere i denti e so che la sabbia e il deserto non mi avranno, non ora, non vivo. Arde dentro me la speranza per domani.
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pesante e splendente
Posted by Raffaeleuds on mag 3, 2010
…lontano da tutti i miei obiettivi. Mi ricordo quando mi lamentavo ma vivevo, mi ricordo quando sentivo nascere dallo stomaco rabbia e forza che mi spingevano ad andare avanti. Di tanto ora è rimasto un involucro pesante e splendente.
Pesante e splendente che solo l’amore lo riempe, anche se a volte la speranza di domani lo abbandona. Tengo stretta la mano di chi mi Ama e rubo un po della sua grande forza per non lasciarmi andare. Digrigno i denti e scalpito, mentre il mio stomaco soffoca nella morsa dell’ansia.
E d’improvviso, i treni hanno abbandonato le ferrovie e le stazioni non rincorrono più le carrozze. E’ incominciata la stagione dei grandi serpenti bianchi che si perdono nelle gallerie, spezzati, cancellati e ricoperti d’asfalto grattato mescolato ai rimasugli delle gomme.
E così è passato un anno dalla carta magistrale.
Un fatidico 22 aprile che ha segnato la fine della mia era della falsa innocenza.
Forse, non ho mai avuto così tanta paura in vita mia, soprattutto mentre un uragano di persone nuove mi ha portato nel cielo a danzare coi serpenti. Mentre ho cominciato a vedere i miei sogni sempre più lontani, le mie ambizioni svanire in uno stipendio, e la mia immagine nello specchio a starmi sul cazzo.
E’ come se fossi un ingranaggio rotto di un meccanismo di cui non voglio essere parte. E le carcasse metalliche si arroventano sotto il sole rosso e verde del tempo che decide chi passa e chi no. Ed io, avvolto nella mia bara metallica, non posso far altro che seguire questa logica e vedo bollire le mie idee mentre non rimane nulla di me e tutto si fonde tra le squame del grande bruco senza testa…
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Zero
Posted by Raffaeleuds on apr 12, 2010
Si riparte da zero.
Accetto la sfida.
“My reflection, dirty mirror
There’s no connection to myself
I’m your lover, I’m your zero
I’m in the face of your dreams of glass
So save your prayers
For when we’re really gonna need’em
Throw out your cares and fly
Wanna go for a ride?”
Smashing Pumpkins, Zero
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La mia vita dopo…
Posted by Raffaeleuds on feb 23, 2010
La mia vita dopo che mi sono licenziato:
Comincio a non poterne più!
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Cravatta Rossa
Posted by Raffaeleuds on feb 21, 2010
Cosa è rimasto di me?
Una persona che sbaglia calata
fra una pizza e una grigliata
in mezzo a tanti com’è!.
Cosa rimane di me?
una cravatta e una “criniera ondulata”
tra una stecca, una palla e una risata
e tanti, tanti perché!
Cosa rimarrà di me?
parole che non aiuteranno
persone che non le capiranno
e cercarmi dove, dov’è?
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nel cervello di raf
Posted by Raffaeleuds on feb 4, 2010
così d’improvviso tutti gli ultimi anni della mia vita mi passano davanti come in uno specchio che proietta la mia vita ricordo tutti i miei viaggi in treno l’aria di macerata le stazioni che passavo la 500 e Lei Per pochi secondi mi sento come se fossi morto e rinato ricordo le strade dove parcheggiavo la macchina nella casa del mitico padrone di casa tamburrini le mille camminate per arrivare all’uni corso cairoli, e giù tutta la noia di quelle ore passate a chiedermi perché ero andato a finire lì poi d’improvviso mi ricordo le serate passate alla spaccata con mario a bere vodka alla pesca e redbull e giù a cantate no non posso proprio scordare quanto la mia vita fosse più facile e tutto avesse molto più senso le montagne prima di arrivare a fabriano le colline che correvano dietro alla littorina prima di arrivare a macerata mille mille mille milioni di pensieri che non riesco a scacciare dalla mia testa e che provano ad uscire così in un flusso di coscienza scatenato da una canzone ritrovata per caso e giù via senza fermate senza che le mie mani abbiano un minuto e un sorriso beffardo mi compare sul viso e perdonami ma sento che in questo momento le pareti non ci sono più mi sento fuso con l’aria intorno a me e mi ricordo quando piangevo nei miei viaggi sul treno e tutto e ridondante nelle testa e le sinapsi passano flussi elettrici e mentre tutto si propaga come una gigantesca onda d’urto causata da una bomba atomica nella mia testa mi ricordo si respirare come tra un sorso di jack daniel e un altro e giù doppia cassa e sospiri poi la canzone finisce ed ho finito di scrivere
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A.A.A. Offresi Servizio
Posted by Raffaeleuds on gen 29, 2010
Signori e signore offerta eccezionale di:
Servizio di pecora nera; Servizio di: “Sono io l’artefice di tutto”; “Sono io L’artefice dei tuoi mali”; “Sono io la persona a cui dare la colpa della tua situazione” ed infine ultimo ma non per importanza, servizio di “SONO IO LA CAUSA DI TUTTI I MALI DEL MONDO”.
Su richiesta: servizio di “Vittima” in aggiunta ai normali servizi.
No perditempo.
Servizio in abbonamento annuale riservato ai maggiori di 18 anni.
Costo del servizio: GRATUITO!
Non Esitate.
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salvezza
Posted by Raffaeleuds on gen 14, 2010
Vedi, basta un attimo e tornano le tenebre. Parole urlate, una stanza troppo piccola per tenere il dolore e la rabbia. Basta un attimo e il fottuto buon umore va a farsi fottere. No, ormai non credo più nella salvezza. Sono convinto di essere condannato a una lenta agonia, a una morte a piccole dosi… Non importa che io lotti, che io urli, che io mi dimeni spaccandomi le mani sulle pareti della mia gabbia, del mio pozzo, usando tutta la forza che ho in corpo, nell’estenuate ricerca di una via di fuga.
Basta un secondo e lo squarcio si richiude davanti a me. Il sole sparisce di nuovo, le caviglie sprofondano ancora di più nella sabbia.
Sono stanco di questa lotta…
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Walksalone
Posted by Raffaeleuds on gen 11, 2010
Amico mio, in verità ne avrei di cose da dirti. C’è un intero mondo che ho tagliato fuori per poi ritrovarmi rinchiuso in una cantina umida e buia da cui non riesco più a uscire. Ne avrei di cose, ma le parole mi sfuggono e rimango con tanti pensieri accumulati che non hanno una via di fuga. Per spiegarti, mi sento un po come in una compagnia di soldati che avanza verso il fronte. In questi anni ho marciato forte e sicuro e mano a mano, percorrendo la mia strada, le persone accanto a me sono svanite. Se me lo chiedi non ti so dire di preciso che fine abbiano fatto. Qualcuno ha preso solamente una strada differente, qualcun altro invece ha proprio lasciato questo fronte per dedicarsi ad altri viaggi. Fatto sta che sono rimasto qui con un fucile scarico in spalla, con pochissimi compagni e senza nemmeno la voglia di sparare. Vedi, sentirmi parte di qualcosa, di un gruppo, mi dava forza, mi faceva sentire meno insensato. Ma ora, se mi guardo allo specchio vedo un uomo che cammina da solo, vittima delle scelte sbagliate, vittima delle sue stesse pallottole. Si hai ragione, non sono completamente solo, accanto a me ho persone fantastiche, e in tutta franchezza le ringrazio ogni giorno per essermi acanto, ma la solitudine di cui parlo è qualcosa di diverso. La potrei descrivere come quel momento in cui ti stai per svegliare. Cioè: non sei del tutto sveglio, ma non stai nemmeno dormendo. Sei sospeso in una dimensione ibrida che dura pochi attimi, ma che se ci rifletti sono pieni di una carica travolgente. Ecco. Quello che per gli altri dura attimi, io lo sento attorno a me costantemente. Mi sento sospeso in questa dimensione. La sensazione che ne deriva mi prende allo stomaco e mi sale su per il corpo, fino alla testa e come un’emicrania spaventosa mi lascia disarmato privandomi di quello scudo di sentimenti che mi da la parvenza di un essere umano. Hai ragione, il quadro che delineo è proprio a tinte scure, ma non so come mai, questa mattina, tra un annuncio di lavoro e l’altro ho sentito il bisogno impellente di parlartene. E ti ringrazio per ciò. Non è facile ascoltare gli altri, e tu lo fai senza chiedere nulla in cambio. E’ vero, sono anni che non parliamo più io e te, e me ne prendo tutte le colpe. Ma sai, infondo la nostra regola è sempre la stessa, ricordi? Ognuno è artefice del proprio destino, il mantra ce ci ripetiamo da anni. Siamo sempre presenti dinnanzi le nostre azioni, con la consapevolezza che tutto viene determinato dal nostro agire; e le situazioni in cui ci troviamo, belle o spiacevoli che siano, sono determinate dalle nostre scelte. Me ne rendo conto, forse oggi è un’eccezione, riesco a parlarti senza paura che qualcuno ci ascolti. Si certo, avrei potuto farlo più privatamente, magari lo avrei potuto scrivere su di una mail, ma ho sentito il bisogno di parlare qui, ora. Se avessi aspettato, magari le parole che così faticosamente riesco ad articolare, non avrebbero più avuto questa carica, e non le sarei riuscito a dire come ora. In fondo è come dici tu. Una persona come me non può sottrarsi alla sua natura. Anche se cambiassi nome, o mi facessi cambiare il viso con una plastica facciale, quello che ho sotto la pelle sarebbe sempre lo stesso. L’esempio è ciò che è successo con “Walksalone” e “A Step ahead“. Ho cambiato nome e spazio, sperando che questo fosse sufficiente a cambiare le cose, ma così non è stato. Aveva ragione Fabio. Walksalone sarebbe rimasto sempre sotto la mia pelle e non ci avrei potuto far nulla. E’ il mio demone. Se preferisci, è il mio Kyubi, la mia volpe a nove code che non riesco più a dominare come un tempo. Non sono più io a nutrirmi di lei, della sua forza, ma è lei che si nutre di me. Usandomi come una stupida marionetta che muove a suo piacimento. Pensavo di averlo sconfitto, ma come in quel film: Nulla è per sempre… nemmeno la morte! Il mio mondo a metà tra sonno e veglia ne è la prova. Sto parlando tanto, è vero, e non ho trovato scuse per smettere. Sono stato interrotto, la nenia che sento mi fa davvero innervosire, ma non ho smesso di palare. Grazie al tuo ascoltare ho aperto la mia diga e le parole sono fuoriuscite senza censura ne limiti. Infondo, son sicuro che chi mi sta ascoltando, non sei tu. Infondo chi mi sta ascoltando è il tuo spirito, la tua vera essenza e la tua genesi. Ora però, tutti i momenti belli per essere considerati tali, debbono avere un inizio ed una fine e noi siamo giunti al termine della nostra chiacchierata. Spero davvero che non passi più così tanto tempo per parlarci di nuovo. Di cose da dire ne ho talmente tante…
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