La mia vita dopo…
Posted by Raffaeleuds on feb 23, 2010
La mia vita dopo che mi sono licenziato:
Comincio a non poterne più!
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Cravatta Rossa
Posted by Raffaeleuds on feb 21, 2010
Cosa è rimasto di me?
Una persona che sbaglia calata
fra una pizza e una grigliata
in mezzo a tanti com’è!.
Cosa rimane di me?
una cravatta e una “criniera ondulata”
tra una stecca, una palla e una risata
e tanti, tanti perché!
Cosa rimarrà di me?
parole che non aiuteranno
persone che non le capiranno
e cercarmi dove, dov’è?
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nel cervello di raf
Posted by Raffaeleuds on feb 4, 2010
così d’improvviso tutti gli ultimi anni della mia vita mi passano davanti come in uno specchio che proietta la mia vita ricordo tutti i miei viaggi in treno l’aria di macerata le stazioni che passavo la 500 e Lei Per pochi secondi mi sento come se fossi morto e rinato ricordo le strade dove parcheggiavo la macchina nella casa del mitico padrone di casa tamburrini le mille camminate per arrivare all’uni corso cairoli, e giù tutta la noia di quelle ore passate a chiedermi perché ero andato a finire lì poi d’improvviso mi ricordo le serate passate alla spaccata con mario a bere vodka alla pesca e redbull e giù a cantate no non posso proprio scordare quanto la mia vita fosse più facile e tutto avesse molto più senso le montagne prima di arrivare a fabriano le colline che correvano dietro alla littorina prima di arrivare a macerata mille mille mille milioni di pensieri che non riesco a scacciare dalla mia testa e che provano ad uscire così in un flusso di coscienza scatenato da una canzone ritrovata per caso e giù via senza fermate senza che le mie mani abbiano un minuto e un sorriso beffardo mi compare sul viso e perdonami ma sento che in questo momento le pareti non ci sono più mi sento fuso con l’aria intorno a me e mi ricordo quando piangevo nei miei viaggi sul treno e tutto e ridondante nelle testa e le sinapsi passano flussi elettrici e mentre tutto si propaga come una gigantesca onda d’urto causata da una bomba atomica nella mia testa mi ricordo si respirare come tra un sorso di jack daniel e un altro e giù doppia cassa e sospiri poi la canzone finisce ed ho finito di scrivere
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A.A.A. Offresi Servizio
Posted by Raffaeleuds on gen 29, 2010
Signori e signore offerta eccezionale di:
Servizio di pecora nera; Servizio di: “Sono io l’artefice di tutto”; “Sono io L’artefice dei tuoi mali”; “Sono io la persona a cui dare la colpa della tua situazione” ed infine ultimo ma non per importanza, servizio di “SONO IO LA CAUSA DI TUTTI I MALI DEL MONDO”.
Su richiesta: servizio di “Vittima” in aggiunta ai normali servizi.
No perditempo.
Servizio in abbonamento annuale riservato ai maggiori di 18 anni.
Costo del servizio: GRATUITO!
Non Esitate.
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salvezza
Posted by Raffaeleuds on gen 14, 2010
Vedi, basta un attimo e tornano le tenebre. Parole urlate, una stanza troppo piccola per tenere il dolore e la rabbia. Basta un attimo e il fottuto buon umore va a farsi fottere. No, ormai non credo più nella salvezza. Sono convinto di essere condannato a una lenta agonia, a una morte a piccole dosi… Non importa che io lotti, che io urli, che io mi dimeni spaccandomi le mani sulle pareti della mia gabbia, del mio pozzo, usando tutta la forza che ho in corpo, nell’estenuate ricerca di una via di fuga.
Basta un secondo e lo squarcio si richiude davanti a me. Il sole sparisce di nuovo, le caviglie sprofondano ancora di più nella sabbia.
Sono stanco di questa lotta…
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Walksalone
Posted by Raffaeleuds on gen 11, 2010
Amico mio, in verità ne avrei di cose da dirti. C’è un intero mondo che ho tagliato fuori per poi ritrovarmi rinchiuso in una cantina umida e buia da cui non riesco più a uscire. Ne avrei di cose, ma le parole mi sfuggono e rimango con tanti pensieri accumulati che non hanno una via di fuga. Per spiegarti, mi sento un po come in una compagnia di soldati che avanza verso il fronte. In questi anni ho marciato forte e sicuro e mano a mano, percorrendo la mia strada, le persone accanto a me sono svanite. Se me lo chiedi non ti so dire di preciso che fine abbiano fatto. Qualcuno ha preso solamente una strada differente, qualcun altro invece ha proprio lasciato questo fronte per dedicarsi ad altri viaggi. Fatto sta che sono rimasto qui con un fucile scarico in spalla, con pochissimi compagni e senza nemmeno la voglia di sparare. Vedi, sentirmi parte di qualcosa, di un gruppo, mi dava forza, mi faceva sentire meno insensato. Ma ora, se mi guardo allo specchio vedo un uomo che cammina da solo, vittima delle scelte sbagliate, vittima delle sue stesse pallottole. Si hai ragione, non sono completamente solo, accanto a me ho persone fantastiche, e in tutta franchezza le ringrazio ogni giorno per essermi acanto, ma la solitudine di cui parlo è qualcosa di diverso. La potrei descrivere come quel momento in cui ti stai per svegliare. Cioè: non sei del tutto sveglio, ma non stai nemmeno dormendo. Sei sospeso in una dimensione ibrida che dura pochi attimi, ma che se ci rifletti sono pieni di una carica travolgente. Ecco. Quello che per gli altri dura attimi, io lo sento attorno a me costantemente. Mi sento sospeso in questa dimensione. La sensazione che ne deriva mi prende allo stomaco e mi sale su per il corpo, fino alla testa e come un’emicrania spaventosa mi lascia disarmato privandomi di quello scudo di sentimenti che mi da la parvenza di un essere umano. Hai ragione, il quadro che delineo è proprio a tinte scure, ma non so come mai, questa mattina, tra un annuncio di lavoro e l’altro ho sentito il bisogno impellente di parlartene. E ti ringrazio per ciò. Non è facile ascoltare gli altri, e tu lo fai senza chiedere nulla in cambio. E’ vero, sono anni che non parliamo più io e te, e me ne prendo tutte le colpe. Ma sai, infondo la nostra regola è sempre la stessa, ricordi? Ognuno è artefice del proprio destino, il mantra ce ci ripetiamo da anni. Siamo sempre presenti dinnanzi le nostre azioni, con la consapevolezza che tutto viene determinato dal nostro agire; e le situazioni in cui ci troviamo, belle o spiacevoli che siano, sono determinate dalle nostre scelte. Me ne rendo conto, forse oggi è un’eccezione, riesco a parlarti senza paura che qualcuno ci ascolti. Si certo, avrei potuto farlo più privatamente, magari lo avrei potuto scrivere su di una mail, ma ho sentito il bisogno di parlare qui, ora. Se avessi aspettato, magari le parole che così faticosamente riesco ad articolare, non avrebbero più avuto questa carica, e non le sarei riuscito a dire come ora. In fondo è come dici tu. Una persona come me non può sottrarsi alla sua natura. Anche se cambiassi nome, o mi facessi cambiare il viso con una plastica facciale, quello che ho sotto la pelle sarebbe sempre lo stesso. L’esempio è ciò che è successo con “Walksalone” e “A Step ahead“. Ho cambiato nome e spazio, sperando che questo fosse sufficiente a cambiare le cose, ma così non è stato. Aveva ragione Fabio. Walksalone sarebbe rimasto sempre sotto la mia pelle e non ci avrei potuto far nulla. E’ il mio demone. Se preferisci, è il mio Kyubi, la mia volpe a nove code che non riesco più a dominare come un tempo. Non sono più io a nutrirmi di lei, della sua forza, ma è lei che si nutre di me. Usandomi come una stupida marionetta che muove a suo piacimento. Pensavo di averlo sconfitto, ma come in quel film: Nulla è per sempre… nemmeno la morte! Il mio mondo a metà tra sonno e veglia ne è la prova. Sto parlando tanto, è vero, e non ho trovato scuse per smettere. Sono stato interrotto, la nenia che sento mi fa davvero innervosire, ma non ho smesso di palare. Grazie al tuo ascoltare ho aperto la mia diga e le parole sono fuoriuscite senza censura ne limiti. Infondo, son sicuro che chi mi sta ascoltando, non sei tu. Infondo chi mi sta ascoltando è il tuo spirito, la tua vera essenza e la tua genesi. Ora però, tutti i momenti belli per essere considerati tali, debbono avere un inizio ed una fine e noi siamo giunti al termine della nostra chiacchierata. Spero davvero che non passi più così tanto tempo per parlarci di nuovo. Di cose da dire ne ho talmente tante…
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R.R.
Posted by Raffaeleuds on gen 10, 2010
“Esiste allora una diabolica provvidenza che prepara l’infelicità nella culla, che getta premeditatamente esseri angelici ricchi d’intelligenza in ambienti ostili, come martiri nel circo? Vi sono dunque delle anime sacre, votate all’altare, condannate a camminare verso la gloria e la morte, calpestando le proprie macerie? L’incubo delle tenebre stringerà in una morsa eterna queste anime elette? Inutilmente si dibattono, inutilmente si addentrano nel mondo, ai suoi fini ultimi, agli stratagemmi; perfezioneranno la loro prudenza, sprangheranno tutte le uscite, barricheranno le loro finestre contro i proiettili del caso; ma il diavolo entrerà nella serratura: una perfetta virtù sarà il loro tallone d’Achille, una qualità superiore il germe della loro dannazione.”
Edgar Allan Poe
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…regalo di natale…
Posted by Raffaeleuds on dic 25, 2009

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vapore
Posted by Raffaeleuds on nov 18, 2009
Quando guardai in basso era già troppo tardi. Il vortice nero e bianco aveva risucchiato tutto. Le mie scarpe, la mia testa, i miei occhi. Di me erano rimaste solo particelle in sospensione che come vapore acqueo danzavano in un nulla fitto come la nebbia. La strada era sdoppiata e si muoveva danzando come un serpente in una pozza di catrame mentre parole senza senso e sconnesse risuonavano in una eco muta. Il vortice non faceva nessun rumore. Piano piano spariva tutto, semplicemente. E il mio vapore non si curava di nulla. Non so se fossi io a guardare, tant’è che non avevo occhi, non so se quella era la mia eco, in realtà non avevo nemmeno la bocca. Non so nemmeno se quello ero io. Ma tanto non potevo sentire nulla, ne il freddo, ne il caldo, non avevo tatto e in realtà non c’era nemmeno un odore. Forse quelli non erano nemmeno i miei pensieri, forse, nemmeno questi lo sono.
Ho aspettato settimane per scrivere qualcosa di sensato, ma il mio ego ha lasciato spazio agli urti della vita. Sento che questo non è il mio posto, ma allo stesso tempo non so dove andare.
Forse
“l’inferno è svegliarsi ogni dannata mattina e non sapere perché esisti”
“sin city”
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Significati…
Posted by Raffaeleuds on ott 27, 2009
…una sigla che mi ha messo sempre allegria, forse per una sorta di “identificazione” in quello “spirto guerriero ch’entro mi rugge” come la volpe a nove code che alberga dentro Naruto, o per quel “io credo in me” cantato nel ritornello, non so…
Ma mi rendo conto che forse non c’è nulla da cercare, solo un significato emerge per me. Banale, forse scontato, ma mio.
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